AUDREY HEPBURN

Attrice di fama mondiale ma, soprattutto, indimenticabile interprete di stile e femminilità che attraversa il tempo e le diverse generazioni, AUDREY HEPBURN è da sempre una combinazione di fascino, grazia e sobrietà, rappresentante di una grazia innata, tanto da arrivare ad identificare  il suo nome addirittura come un aggettivo: – Oh, è così Audrey!-, si dice quando si vuole esprimere una perfetta miscela di glamour, eleganza e sobrio carisma.

Ma a dispetto di tale e tanta inaspettata notorietà, Audrey ha sempre voluto essere per prima cosa una donna del suo tempo, una mamma attenta e presente, diva ed antidiva contemporaneamente, un esempio di grande modernità ed al tempo stesso profondo senso del rispetto, amante della propria privacy, della quiete e dell’aria fresca di montagna!

Ella stessa arrivò ad affermare: “Mi dovrei forse vergognare se dico che non ho mai preso troppo sul serio il lavoro di attrice? Il lavoro è importante, certo, ma mi piace di più tornare a casa dalla mia famiglia con la spesa” (cit.)

In effetti suo figlio stesso, Luca Dotti, afferma: “I miei amici erano sorpresi da quanto fosse alla mano. Si aspettavano chissà chi ed invece erauna persona assolutamente normale”.

Ed è proprio Luca Dotti, suo secondogenito e figlio del marito italiano di Audrey, lo psichiatra Andrea Dotti, che, dedicandosi largamente alla diffusione delle memorie di sua madre, ci regala, tra innumerevoli foto, aneddoti e ricette, un ritratto assolutamente inedito di una Audrey familiare, una mamma attenta e premurosa, amante della cucina, della casa, dei varietà alla tv, dei fiori e dei cani.

“AUDREY, MIA MADRE” (Luca Dotti, ed. Mondadori Electa) non è una biografia ma neppure un classico manuale di cucina, perché nasce dal ritrovamento di un quadernetto di ricette trascritte dall’attrice insiame a note ed aneddoti che le hanno accompagnate. Attraverso la vivace alternanza di storie, foto, ricordi e ricette ci presenta un ritratto privato ed inedito dell’iconica diva di Hollywood, lontano dai set famosi ma affettuosamente immersa nella veste di madre, moglie, cuoca ed ospite conviviale, per la quale il calore della sua cucina racchiude tutto il segreto della vera felicità: “…la mia idea del paradiso è me, mio marito, i miei figli ed i miei cani a casa a guardare un bel film o mangiare tutti insieme un pranzo buonissimo…” (Come Audrey, M. Hellstern – ed. Ultra).

Avendo conosciuto la fame vera durante l’infanzia a causa della guerra, Audrey dimostra sempre il massimo rispetto per tutto il cibo, ma i suoi due piatti preferiti sono senza dubbio gli spaghetti al pomodoro e la torta al cioccolato e panna: migliori anche il giorno dopo e da cucinare assolutamente tutti da sola!!

Se, dunque, vi incuriosisce scoprire il lato più schivo e familiare di questa splendida donna, così lontano dallo stereotipo di icona senza tempo nascosto dietro al memorabile tubino nero ed ai grandi occhiali scuri di Holly Golightly in “Colazione da Tiffany”, sfogliate allora le pagine di questo piacevole testo di cucina che porta, con grande semplicità ed affetto, la “divina” Audrey così  incredibilmente vicina a noi.

Infilate il grembiule e…buona lettura!!

Cra Cra, Froghy

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“Mangiare con gli occhi”, “Non ci vedo più dalla fame” … questi, e molti altri, sono fra i tanti modi di dire che collegano insindacabilmente la vista al cibo.

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