LA TORTA DEL PITTORE

La “Torta del pittore” è un soffice e colorato dolce senza farina (e quindi senza glutine!), a base di sola farina di mandorle (o mandorle tritate) e fecola di patate, profumata con scorzetta d’arancia grattugiata e decorata con ghiaccia (o glassa) reale colorata.

E’ un dolce perfetto per festeggiare il Carnevale, ma va benissimo anche per il compleanno dei bimbi o per una merenda che vuoi rendere allegra e speciale.

Se non hai tempo o voglia di preparare la glassa (è molto rapida!) o preferisci una versione più basica, puoi anche solo decorare questa torta con una semplice spolverata di zucchero a velo: andrà benissimo ugualmente, poiché i diversi colori sono già all’interno dell’impasto stesso e quindi, tagliandola a fette, emergeranno.

Cosa ti serve

Planetaria (o se non ne disponi, vanno bene delle fruste elettriche ed una ciotola medio-grande)

Teglia tonda diam. 20-22

Carta da forno

4 ciotoline medie

4 cucchiai

4 stecchi da spiedino

Mestolo

Ingredienti

Dosi per 8 persone

Farina di mandorle (o mandorle grattugiate finemente) gr 180

Fecola di patate gr 80

Uova pz 4

Olio evo gr 70

Olio di semi di girasole gr 60

Zucchero semolato gr. 180

Arancia non trattata (scorza grattugiata) pz 1

Lievito vanigliato Paneangeli 1 bustina

Estratto di vaniglia 2 gocce

Coloranti alimentari vegetali (liquido o gel) q.b. a tua scelta (io ho usato 4 diversi colori)

Preparazione LA TORTA DEL PITTORE

Monta nel boccale della planetaria le uova con lo zucchero per qualche minuto a velocità medio-alta, fino a quando saranno gonfie e spumose poi, senza fermare la frusta, aggiungi tutto l’olio lentamente, la scorzetta grattugiata dell’arancia e l’estratto di vaniglia, fino a che sarà tutto omogeneamente mescolato.

A questo punto ferma la planetaria ed aggiungi nel boccale la farina di mandorle, la fecola ed, in ultimo, la bustina di lievito, poi aziona nuovamente la frusta a velocità minima e, quando le farine avranno iniziato ad essere assorbite dall’impasto, aumenta la velocità fino quasi al massimo ed impasta bene.

Togli il boccale dalla planetaria e suddividi, con l’aiuto del mestolo, l’impasto ottenuto tra le 4 ciotoline, in egual quantità, poi aggiungi in ciascuna ciotolina 3 o 4 gocce di uno dei colori che hai scelto e procedi così per tutte le 4 dosi di impasto.

Mescola ciascun impasto con uno stecco lungo fino a che avrai ottenuto un bel colore omogeneo in ogni ciotolina.

Con un cucchiaio (uno diverso per ogni colore) disponi, partendo dal centro della teglia (prima foderata con carta forno!), metà del contenuto di ogni ciotolina e sovrapponi man mano (sempre al centro) tutti i colori alternandoli e ripetendo una seconda volta fino a termine dell’impasto.

Senza aver pre-riscaldato il forno, metti la teglia con l’impasto a cuocere nel forno, modalità statico, a 180° per 35-40 minuti a seconda del tuo forno.

Trascorso questo tempo, fai la prova con uno stecchino per verificare la cottura: se, bucando la torta nel centro, lo stecchino esce asciutto allora la cottura è perfetta!

Estrai la teglia dal forno e lascia che la torta si raffreddi, a quel punto capovolgila su una gratella da forno ed elimina  delicatamente il foglio di carta forno che hai usato per la cottura, in modo che la torta possa asciugare ben bene.

Quando si sarà totalmente raffreddata, decorala semplicemente con una spolverata di zucchero a velo o, se ti piace, prepara la ghiaccia (o glassa) di zucchero (in diversi colori o tutta bianca) e libera la tua fantasia per abbellire la tua torta come più ti piace.

N.B.: Se usi la glassa per decorare ricordati di attendere fino a quando non si è ben solidificata prima di procedere a tagliare le fette!

Note e curiosità

Ho preparato questa torta in occasione del Carnevale, la festa più pazzerella e colorata dell’anno, e di cui Arlecchino è senza dubbio la maschera-simbolo per eccellenza: i variopinti ed allegri colori del suo costume richiamano alla mente l’immagine dei mille coriandoli che invadono le strade nei giorni di Carnevale.

Quindi, come un abile pittore con in mano la sua variopinta tavolozza, ho voluto preparare questa torta cercando di catturare e radunare alcuni dei colori che animano il vestito di questo allegro personaggio.

Già, perché fra le maschere italiane è senz’altro una delle più conosciute e, con quel suo carattere un po’ stravagante e scapestrato, anche una delle più simpatiche!

Pare, inoltre, che sia anche la maschera di Carnevale più antica e grazie a Carlo Goldoni, che nella sua commedia “Arlecchino servitore di due padroni” lo trasforma da sciocco servitore a personaggio furbo e malizioso, diviene ben presto la maschera veneziana per eccellenza.

Anche Gianni Rodari dedica alcune delle sue poesie al personaggio di Arlecchino ed a quel suo vestito così allegro e colorato:

“Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.”
[….] (G. Rodari)

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